Definizione

Il Consulente Familiare è il professionista socio educativo che attua percorsi centrati su atteggiamenti e tecniche di accoglienza, ascolto e auto ascolto. Si avvale di metodologie specifiche che agevolano le persone richiedenti aiuto a mobilitare le risorse interne ed esterne per le soluzioni possibili nelle dinamiche relazionali. Il suo intervento favorisce l’osservazione piuttosto che l’introspezione. Ove necessario si integra con altri specialisti. Agisce nel rispetto delle convinzioni etiche delle persone e favorisce in esse la maturazione che le renda capaci di scelte autonome e responsabili. E’ tenuto al segreto professionale.

Codice Deontologico

Il Consulente Familiare rispetta il Codice Deontologico dell’A.I.C.C.eF. (Associazione Italiana Consulenti Coniugali e Familiari). Suo compito e dovere è perseguire la tutela della salute e dell’integrità psicofisica e relazionale del richiedente aiuto, rispettando la dignità e la libertà di ogni essere umano, senza discriminazione alcuna di età, sesso, razza, stirpe, lingua, nazionalità, religione, ideologia, condizione sociale od economica. E’ tenuto all’obbligo del segreto professionale. Il Consulente può decidere di interrompere il ciclo di sedute quando dopo attenta valutazione constata che l’utente non trae alcun beneficio dalle stesse, in tal caso può indirizzare la persona presso altri consulenti o professionisti di altre discipline.

L’erogazione di prestazioni professionali a soggetti minorenni è subordinata al consenso di chi esercita nei loro confronti la potestà genitoriale o la tutela.

L’onorario deve essere pattuito nella fase iniziale del rapporto professionale e non può essere condizionato o subordinato ai risultati dell’intervento professionale.

Nella fase iniziale del rapporto professionale il Consulente fornisce al richiedente tutte le informazioni circa la sua prestazione, le finalità, gli scopi e la metodologia delle stesse, nonché ove possibile, la prevedibile durata, anche se solo indicativa.

Formazione

La preparazione specifica del Consulente Familiare avviene attraverso la frequenza di scuole riconosciute dall’Associazione e con l’impegno a mantenere ed approfondire le conoscenze e la pratica attraverso letture, documentazioni, studi, esercizio della professione, partecipazione a convegni, seminari, e iniziative simili promosse dall’Associazione e da altre Istituzioni. E’ soggetto inoltre all’obbligo della formazione permanente e al conseguimento di Crediti Formativi annui.

La formazione del Consulente Familiare diplomato S.I.C.O.F. (Scuola Italiana Consulenti Familiari) si basa su elementi di psicologia umanistica, pensiero Rogersiano, Gestalt, Analisi Transazionale.

Storia

La figura del Consulente Familiare nasce alla fine degli anni ’30 nel nord degli Stati Uniti e in Canada, si dirama poi in America Latina e negli anni ’40 approda in Francia e da lì in Europa.

E’ il 1948 quando a Milano Don Paolo Liggeri, sacerdote reduce da Mauthausen, dove era finito per aver aiutato molti ebrei a mettersi in salvo, fonda l’Istituto La Casa, un centro per accogliere coloro che a causa della Grande Guerra avevano perso i familiari. Da qui all’istituzione di un Consultorio il passo fu breve, e da Milano seguirono il suo esempio molte regioni tra cui Roma grazie all’opera instancabile di Padre Luciano Cupia e Rosalba Fanelli.

Nel 1968 queste strutture, ancora di matrice privata e solidale, si riuniscono nell’UCIPEM (Unione Consultori Italiani Prematrimoniali e Matrimoniali).

Nel 1975 viene promulgata la Legge 405/75 istitutiva dei Consultori Familiari pubblici che prevedono nel loro organico vari operatori tra cui l’Assistente Sociale, lo Psicologo, il Ginecologo ecc. ma non il Consulente Familiare e tali Consultori pubblici assumono un aspetto più medicalizzato e rivolto alla donna.

I Consultori Familiari privati invece prediligono la figura del Consulente Familiare, affiancato da un’equipe di specialisti (Psicologo, Psichiatra, Psicoterapeuta, Sessuologo, Avvocato ecc) e si occupano del singolo individuo, come della coppia e dell’intera famiglia con uno sguardo olistico.

Il primo corso di formazione per Consulenti Familiari si tenne a Torino nel 1974 condotto dal Prof. Jean Lemaire e dal Centro di psicoterapia e psicopedagogia di Torino. Nel 1976 a Roma Padre Luciano Cupia insieme a Rosalba Fanelli fondano la S.I.C.O.F., Scuola Italiana Consulenti Familiari che da subito ebbe grande diffusione con decine e decine di corsi in oltre 40 città, tra cui quella di Milano presso l’Istituto La Casa, quella a Bologna fondata da Raffaello Rossi e quella di Napoli fondata da Padre Correra.

Il 5 febbraio 1977 per volere di Giovanna Bartholini, consulente familiare formatasi con Lemair e Rogers, nasce l’A.I.C.C.eF. Associazione Italiana Consulenti Coniugali e Familiari, per tutelare la figura del Consulente Familiare. L’associazione tutela la professionalità del Consulente, promuove lo studio dei problemi relativi alla consulenza, provvede alla formazione del Consulente e al suo aggiornamento costante, si adopera per il riconoscimento della qualifica professionale, sensibilizza l’opinione pubblica e gli Enti preposti ai problemi della famiglia, instaura rapporti con organismi nazionali ed internazionali, realizza ricerche, studi, pubblicazioni, convegni, e tiene ed aggiorna l’Elenco professionale di coloro che, tramite apposito esame, ritiene abilitati all’esercizio della professione in Italia.

Come si diventa Consulenti Familiari

L’aspirante Consulente Familiare deve seguire un corso triennale di formazione specifica, con esami intermedi ed esame finale oltre alla compilazione e discussione di una tesi. Più un quarto anno di esercitazioni pratiche a cui seguiranno 150 ore di tirocinio e l’esame finale di abilitazione. Il C.F. riceve una preparazione teorica di base nelle varie discipline socio-educative, pedagogiche, psicologiche, sessuologiche, sanitarie, sociologiche, etiche, giuridiche e altre scienze umane volte all’aiuto del singolo, della coppia e della famiglia e anche al riconoscimento delle patologie di cui non è competente.

Durante l’esercizio della professione il C.F. è soggetto alla supervisione individuale e/o di gruppo e alla formazione permanente.