Credo molto in questa professione, che vivo come una vocazione, perché credo nella relazione che cura, ossia nel rapporto che si crea fra me e la persona che a me si affida, e confida se stessa. Sento uno scambio intenso di rispetto, fiducia, ascolto, affetto, comprensione, attenzione, sostegno, e ad ogni seduta esco arricchita dall’umanità che ho incontrato, sollevata nel vedere un volto rabbuiato accennare a tratti più distesi, paga di un sorriso che ha preso il posto di lacrime dolorose, soddisfatta e commossa quando un fiore di questo “mio” giardino finalmente sboccia .
Credo nella forza attualizzante dell’essere umano, ossia quell’energia vitale che ognuno possiede e che ci dirige verso la realizzazione di noi stessi, e quando questa energia è appannata dalle difficoltà della vita, ha un valore inestimabile aiutare la persona a rimetterla a fuoco e vedere come incontro dopo incontro, riprendendo contatto con se stessi, assumendosi le proprie responsabilità, ascoltando i propri bisogni, concedendosi i permessi negati, quella persona può riattivare le proprie risorse interiori e trovare la sua strada.
Credo nella potenza dell’amorevolezza sapiente che permette alla persona di esplorarsi e di attingere alle proprie capacità per poter accedere a scelte nuove, consapevoli, giuste, in quanto volute e conquistate, mai imposte.
Amo la mia professione e ci metto tutto il mio cuore e tutta la mia mente, perché non c’è gioia più grande che assistere al miracolo della vita,
Ombretta